Come fare dell'OTTIMO VINO in casa

Fare il vino in casa è un'operazione semplice che richiede alcune accortezze: dalla raccolta, alla pigiatura alla fermentazione, tutti i segreti per un risultato ottimale. Ecco come fare un ottimo vino in casa.

Portare un buon vino in tavola è sempre un ottimo modo per accompagnare qualsiasi genere di pasto, dal quotidiano al festivo, ma poter portare in tavola un vino autoprodotto, soprattutto se fatto bene, porta con sé delle soddisfazioni che mai un vino commerciale potrebbe darci. Certo, magari difficilmente riusciremo a produrre con gli attrezzi casalinghi qualcosa al pari dei più rinomati vini italiani, ma ottenere un risultato apprezzabile è davvero alla portata di tutti, bastano buona uva e un po' d'impegno. Ecco come fare il vino in casa.

come fare il vino

Prima di procedere con la realizzazione del vino fatto in casa dobbiamo procurarci un'uva di buona qualità, fondamentale per la riuscita dell'impresa. Ovviamente trattandosi di una produzione personale possiamo optare anche per un'uva coltivata da noi, ma laddove questo non fosse possibile possiamo direttamente rivolgerci ad un contadino per abbattere i costi sfruttando le potenzialità della filiera corta. In ogni caso è importante prendere alcune accortezze qui di seguito elencate.

Come fare il vino in casa: raccolta dell'uva e pigiatura

Se siamo noi ad occuparci della raccolta dell'uva dobbiamo fare attenzione alle condizioni dei grappoli e delle condizioni metereologiche. La raccolta va fatta tendendo conto innanzitutto del calore dell'uva; se questa è troppo calda per via dell'effetto del sole battente è opportuno lasciarla lì dov'è, senza raccoglierla, onde evitare fermentazione nelle ceste. Inoltre dobbiamo assicurarci che questa sia completamente asciutta, priva di acqua o rugiada.

Il passaggio dalla raccolta alla pigiatura deve essere relativamente breve, altrimenti si rischia di far inacidire i grappoli. In un tipica situazione casalinga, dove il volume di uva è ridotto, la pigiatura può tranquillamente essere fatta a mano con l'ausilio di recipienti capienti, ma se preferiamo possiamo avvalerci di una pigiatrice meccanica, superflua ma comunque comoda. In alternativa possiamo ricorrere alla vecchia pigiatura con i piedi. Ovviamente migliore sarà la pigiatura maggiori saranno i litri di vino che otterremo.

ATTENZIONE: la pigiatura deve essere eseguita sempre in un locale ben areato e fresco, causa emanazione di anidride carbonica nociva per l'uomo.

Fare il vino in casa: diraspatura e fermentazione

Completata la pigiatura dell'uva, procediamo con il successivo step previsto per fare il vino in casa, quello della diraspatura. Nonostante il nome complicato, l'operazione prevede semplicemente di eliminare ciò che resta del grappolo, i "raspi" appunto; il tutto si può fare tranquillamente a mano, ma nel caso in cui decidiamo di operare con grandi quantitativi d'uva è opportuno procurarsi una macchina pigiadiraspatrice.

macchina pigiadiraspatrice per vino

A questo punto bisogna prestare molta attenzione se si vuole raggiungere correttamente la fermentazione senza buttare all'aria il lavoro fatto precedentemente. Dobbiamo procurarci un contenitore di acciaio inox capiente (provvisto di coperchio) in cui versare l'uva appositamente pigiata e diraspata, a cui aggiungere un po' di metabisolfito di potassio, reperibile in farmacia o nei negozi specializzati per l'agricoltura. Il prodotto aiuta a bloccare le fermentazioni anomale, ma occhio a non esagerare onde evitare di bloccare del tutto la fermentazione: seguire sempre le indicazioni scritte sulla confezione.

Il tutto deve essere lasciato a macerare per uno/due giorni nel contenitore avendo premura di lasciare il coperchio semi aperto per permettere ai gas di fuoriuscire. Attenzione alla temperatura, che deve mantenersi tra i 20 e i 25 gradi. Trascorso questo tempo si avvierà naturalmente la fase di fermentazione, in cui bisogna fare anche attenzione ad eventuali fuoriuscite in quanto il mosto tende ad aumentare massa.

Come fare il vino in casa: follatura e svinatura

Durante questa fase sarà necessario controllare più volte il mosto non solo per verificare la temperatura, ma anche per effettuare la cosiddetta follatura, che consiste nell'affondare con un bastone triforcato le bucce in superficie per far diffondere i coloranti naturali nel vino.

I tempi di fermentazione variano a seconda del risultato finale che volgiamo ottenere; per un vino poco alcolico e più dolce fermiamo il processo dopo 5 o 6 giorni. Per un sapore più amarognolo e una più alta gradazione alcolica proseguiamo per almeno 20 giorni. Procedere sempre con il controllo della temperatura e con la follatura durante tutto il periodo.

Decisi i tempi di fermentazione, al termine di questi dobbiamo cominciare con la svinatura. Con un setaccio apposito dividere le bucce dal liquido. Prima di buttare via le bucce assicuriamoci di torchiarle a dovere, in quanto contengono ancora molto liquido: possiamo farlo a mano strizzandole (meno efficace) o utilizzando un'apposita pressa.

Tutto il liquido ottenuto va a questo punto messo a riposo in una botte, damigiana o contenitore d'acciaio ben sigillata. Il primo travaso per eliminare la posa residua è possibile farlo già dopo circa un mese, da farsi con l'ausilio di un sifone (senza toccare il fondo del contenitore) e assicurandosi di non agitare il vino. A distanza di un altro mese si può effettuare un secondo travaso con le stesse modalità, mentre il terzo può essere eseguito anche a distanza di 15 giorni dal secondo.

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Vito Tricarico

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