Come si calcola il tfr

Al lavoratore, è lasciata la scelta su dove accantonare le proprie quote TFR. Alcuni decidono di lasciarlo in azienda, altri di versarlo nei fondi di previdenza complementare. In ogni caso, l'onere del versamento spetta ancora una volta al datore di lavoro.

Il TFR – trattamento di fine rapporto - entrato in vigore con il decreto legge 252 del 2005, è la buonuscita o se preferite, la liquidazione, che viene erogata al lavoratore nel momento in cui cessa il rapporto lavorativo.

Questo tipo di liquidazione, viene riconosciuta a tutti i lavoratori del comparto privato e pubblico assunti dopo il 31 Dicembre 2000 con regolare contratto di lavoro subordinato.

La caratteristica fondamentale del TFR è quella relativa alla sua erogazione: secondo l'art. 2120 del codice civile infatti, la Legge garantisce ai lavoratori subordinati di percepire la liquidazione qualsiasi sia il motivo di cessazione dell'attività del lavoratore.

Il TFR è il Trattamento di fine rapporto lavorativo

Qual è la quota di accantonamento annuo del TFR?

Ogni anno, la quota TFR accantonata è pari a circa una mensilità dello stipendio percepito.

Per calcolare la cifra esatta, basterà fare una semplice operazione: dividere la retribuzione lorda per il coefficiente 13,5 e poi sottrarre lo 0,5 che rappresenta la quota contributiva spettante all'INPS.

Calcolo del TFR: un esempio pratico

Per comprendere meglio come si calcola la quota di TFR ecco un esempio pratico.

Mettiamo il caso che si percepisca uno stipendio lordo annuo pari a 30.000 euro.

Dividiamo quindi 30.000 a 13,5 Il risultato dell'operazione è: 2222,22

Calcoliamo ora la quota che il datore di lavoro dovrà versare all'INPS e quindi moltiplichiamo 30.000 per 0,5: il risultato è 150 euro

Sottraiamo quindi a 2222,22 i 150 euro che vanno all'INPS ed avremo il netto annuo di accantonamento del TFR pari a: 2072,22

Questa cifra comunque è variabile, dal momento che il fondo di accantonamento deve essere rivalutato in base agli indici ISTAT, ma anche questo compito tocca al datore di lavoro.

Calcolare il TFR è semplice: seguite l'esempio

Ogni lavoratore ha facoltà di scegliere dove accantonare il proprio TFR

Al lavoratore, è lasciata la scelta su dove accantonare le proprie quote TFR. Alcuni decidono di lasciarlo in azienda, altri di versarlo nei fondi di previdenza complementare. In ogni caso, l'onere del versamento spetta ancora una volta al datore di lavoro.

Solo nei casi in cui un'azienda ha in carico più di 50 dipendenti, anche le quote dei lavoratori che hanno deciso di lasciare il proprio TFR in azienda, saranno versate ogni mese presso il Fondo Tesoreria dell'INPS.

Nei casi in cui il lavoratore non effettui alcuna scelta, il TFR verrà accantonato nei fondi di previdenza complementare.

Il TFR è garantito dal fondo di garanzia dell'INPS

Il lavoratore ha diritto a percepire il TFR anche nel caso in cui l'azienda sia insolvente o entri in fallimento. Questo è possibile grazie al Fondo di Garanzia dell'INPS.

Si può chiedere il TFR in anticipo?

Il lavoratore può chiedere, durante il rapporto di lavoro, che gli venga erogata una parte dell'importo del TFR – che non può superare il 70% - maturato fino al momento della richiesta al datore di lavoro.

L'art. 2010 del Codice Civile regola questa possibilità. Ma attenzione: non è possibile chiedere in anticipo il TFR se non si sono maturati almeno otto anni di attività lavorativa. In ogni caso, il dipendente potrà richiedere l'anticipazione una sola volta durante il rapporto lavorativo.

I casi in cui si può richiedere l'anticipo del TFR

Esistono alcune regole affinché il datore di lavoro possa erogare anticipatamente fino al 70% del TFR accantonato.

Eccole di seguito:

  • Motivi di salute e cure mediche
  • Acquisto della prima casa, anche se per i figli
  • Quando il lavoratore abbia un periodo di congedo per motivi di formazione o di congedo parentale nei casi permessi dalla Legge

Alcune deroghe alle regole appena descritte, possono essere prese in considerazione caso per caso. Informatevi col vostro datore di lavoro che sarà in grado di darvi ogni informazione utile in tal senso

Come avete visto, non è difficile comprendere cosa sia e come si calcoli il Trattamento di Fine Rapporto. Ultimamente, il governo ha reso possibile l'erogazione mensile del TFR in busta paga, ma è una soluzione che hanno scelto in pochi. In questo caso infatti, oltre a non percepire l'intera somma alla fine del rapporto di lavoro, la quota mensile verrebbe calcolata con la stessa imposizione fiscale che viene calcolata sullo stipendio, che è più alta rispetto a quanto viene calcolata la quota del fondo TFR.

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Emilia Urso Anfuso - Giornalista

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