Come togliere il malocchio

Una volta scoperte le origini del malocchio e compreso meglio il suo funzionamento, passiamo ora al contrattacco. Pensate di esser vittima di malocchio? Qualcuno da qualche tempo vi guarda davvero storto e al solo vederlo vi vengono i brividi?

Malocchio. Chi, almeno una volta nella vita, magari senza avere il coraggio di parlarne ad alcuno, non ha avuto qualche dubbio dell'esser stato vittima dell'energia negativa inviataci da qualche persona invidiosa o nemica? Quella del malocchio è una pratica antica e trova le sue radici storiche fondamentalmente nei paesi orientali e in quelli delle coste del Mediterraneo.

Si parla però troppo spesso genericamente di "malocchio" senza sapere di cosa si tratti realmente. Innanzitutto: si chiama "malocchio" perché viene esercitato attraverso lo sguardo. Uno sguardo talmente carico di energia negativa da colpire la vittima arrecandogli disgrazie di ogni tipo.

Uno sguardo malefico, ecco il Malocchio...

E' bene sapere che di malocchio si può essere inconsapevolmente latori senza rendersene conto. Persone invidiose, gelose, rabbiose contro un proprio simile, possono generare un influsso negativo contro l'oggetto dei loro sentimenti peggiori e questa energia negativa, in qualche modo, giunge alla vittima sotto forma di un malessere o di una serie concatenata di disgrazie di cui si stenta a comprendere le ragioni.

Ci sono però anche persone che – avvalendosi di antiche pratiche di magia nera – realizzano vere e proprie maledizioni personalizzate per la vittima designata. Si parla in questo caso di pratica del malocchio o fascinazione, dal termine Fascinus usato nell'antica Roma.

Nel tempo, sono stati catalogati alcuni dei sintomi primari tipici dell'effetto malefico del malocchio. Alcuni di essi sono uno stato di strana spossatezza, mal di testa frequenti, cattivo umore, depressione. Nei casi più gravi, il soggetto colpito può andare incontro a incidenti di ogni tipo: dal cadere senza motivo mentre cammina per strada all'essere vittima di incidenti stradali fino a contrarre malattie più o meno gravi. Se il malocchio è stato lanciato da una persona innamorata che vorrebbe legare a se la vittima designata, quest'ultima potrebbe andare incontro a un periodo in cui il pensiero fisso sarà…la persona che ha lanciato il malocchio.

Una volta scoperte le origini del malocchio e compreso meglio il suo funzionamento, passiamo ora al contrattacco. Pensate di esser vittima di malocchio? Qualcuno da qualche tempo vi guarda davvero storto e al solo vederlo vi vengono i brividi? Ultimamente nella vostra vita succedono guai di ogni tipo? Potreste esser stati colpiti dal malocchio.

Cosa fare quindi per togliere il malocchio, posto che la prima cosa è disintossicarsi da queste credenze?

Cosa fare. Tutto è basato su una serie di credenze popolari e di pratiche tramandate di persona in persona. Innanzitutto, sembra che dare una bella pulita negli ambienti in cui si vive e si lavora, sia un buon primo passo nella battaglia per sconfiggere il malocchio.

Armati di straccio e secchio, una bella lavata ai pavimenti, preferibilmente con acqua e sale. Il sale è tradizionalmente utilizzato per sconfiggere le iettature perché ha il potere di rimuovere le energie negative (ricordate ad esempio, i tre pizzichi di sale da gettare dietro le spalle contro la iella)  Poi una bella spolverata a tutti gli ambienti e per finire, finestre aperte per cambiare l'aria. Sembra che in alcuni casi, già questo depotenzi l'azione dell'energia negativa.

Si possono anche posizionare dei sacchetti di sale grosso negli angoli delle stanze, preferibilmente in sacchetti di colore rosso, altro elemento anti iella.

Una delle pratiche preferite da chi osserva la religione cattolica, è quella di chiamare il prete della propria parrocchia e chiedergli di benedire la casa, ma anche la macchina e semmai fosse disponibile, il luogo di lavoro.

Passiamo ora ai riti veri e propri. Uno per tutti: quello – molto utilizzato nelle regioni del Sud Italia – che prevede l'uso di un piatto in cui viene versata acqua e qualche goccia di olio. Serve innanzitutto per verificare la presenza del malocchio e si fa così. Si pone sulla testa della persona che teme di esser vittima della iattura,  un piatto di ceramica in cui si versa dell'acqua e nell'acqua si fanno cadere tre gocce di olio.

A seconda della forma che l'olio prende, si può capire innanzitutto se lo iettatore è un uomo o una donna. Se la macchia che si forma è tonda, possiamo esser certi si tratti di un uomo. Se invece le gocce d'olio assumeranno una forma unica, allungata, la cospiratrice è donna. Se infine l'olio si spande allargandosi nessuna paura: nessuno ha tramato contro di voi.

Constatata la presenza del malocchio, la persona che sta conducendo l'allontanamento del malocchio, procederà a questo punto con la recita di una sorta di preghiera. Si sappia che ogni praticante ha la sua formula segreta oppure, si utilizza la Preghiera di san Cipriano.

Alla fine della preghiera, si passa a segnare con olio la fronte del malcapitato con tre segni della croce per sette volte e si getta poi il contenuto del piatto. Alcuni praticano invece il "taglio" dell'olio nel piatto con una forbice, a simboleggiare la distruzione materiale del malocchio.

Insomma: di malocchio si può restar vittime ma, basta avere qualche accortezza per trarsi in salvo e magari, evitare occhiate nocive che di per se, non dicono nulla di buono.

Emilia Urso Anfuso - Giornalista

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