Come fare gli scooby doo colorati

Sono accessori colorati e decorativi e molti li utilizzano come portachiavi o li agganciano agli zainetti. Gli scooby doo sono nati negli anni Sessanta ma hanno ancora un forte riscontro tra i giovani.

Hanno 55 anni e hanno avuto il loro massimo boom negli anni Novanta, ma continuano nonostante il passare del tempo ad essere sempre alla moda. Gli scooby doo, detti anche scoubidou, nascono dall'intreccio dei fili di plastica colorati (anche quattro o sei fili), seguendo però uno schema ben preciso. Quello a spirale, detto anche a dna, è ad esempio uno scooby doo piatto che tende a girare su stesso e viene detto dna perché ne richiama appunto la forma. Quello piatto è diverso da quelli a sezione quadrata o rotonda perché ha una forma bidimensionale, mentre gli altri risultano tridimensionali. Inoltre gli scooby doo piatti possono essere usati non solo come portachiavi, ma anche come bracciali. Soprattutto durante la stagione estiva ne vediamo tantissimi e di ogni colore.

Chi fa parte delle generazione degli anni Novanta non può non conoscerli

Scooby doo: quali materiali occorrono per crearli?

Per realizzare gli scooby doo, dobbiamo prima di tutto rivolgerci a qualche  ferramenta, luogo in cui possiamo reperire facilmente i materiali. Fare gli scooby doo significa avere a disposizione dei fili colorati e di materiale sintetico: la loro lunghezza deve essere di almeno un metro. Poi dobbiamo munirci di un paio di forbici e di un accendino con cui dobbiamo bruciare le estremità, dopo aver portato a termine il nostro lavoro. A questi materiali bisogna aggiungere una buona dose di creatività, nonché di pazienza.

Preparare gli scooby doo: il procedimento da seguire per non sbagliare

Creare uno scooby doo significa legare tra loro dei fili sintetici, che solitamente sono di colore diverso per attribuire maggiore vitalità alla nostra creazione. I nodi, naturalmente, non vanno fatti casualmente. La tecnica da utilizzare è quella del "nodo a cappio": bisogna piegare i due fili, fermare il punto in cui i due si legano e creare un semplice nodo, girando entrambi i fili attorno al dito.  Una volta fatto il nodo, resteranno due asole da un lato e queste fungeranno da gancio. Dall'altro lato ci saranno quattro estremità e i fili restanti della stessa lunghezza. Se ci troviamo con questo risultato iniziale, significa che abbiamo eseguito il nodo correttamente. Ma è solo l'inizio della nostra impresa. Andiamo avanti!

Una volta fatto il nodo, prendiamo poi le due estremità di colore diverso e andiamo a creare due ponticelli; mentre le altre due restanti andranno avanti, ma in direzione opposta ai ponticelli. Prendiamo una delle due estremità e la facciamo passare sotto il secondo ponticello; poi prendiamo l'altra estremità e procediamo allo stesso modo fino a quando non abbiamo ottenuto il primo incrocio dello scooby doo. I nodi possono essere sia più stretti che larghi a seconda dei gusti: se i fili sono in tessuto, è più opportuno che siano morbidi; se invece stiamo usando i fili di plastica, allora bisognerà procedere con nodi più stretti. Lo stesso procedimento deve essere ripetuto per tutta la lunghezza dei fili. Quando decidiamo di concludere il lavoro, dobbiamo bruciare le estremità restanti dei fili con un accendino in modo che lo scooby doo non si sciolga. Quest'ultimo punto è indispensabile affinché il nostro portachiavi resti intatto e ben agganciato.

Una volta presa la dimestichezza, allora si potrà procedere con nodi più complessi. Esistono, infatti, vari tipi di scooby doo e il procedimento che vi abbiamo illustrato precedentemente fa riferimento ad uno Scooby dal punto quadrato.

 Consigli per creare uno Scooby Doo perfetto: cosa tenere chiaro in mente

  1. Dobbiamo assicurarci di tenere ben strette entrambe le stringhe.
  2. I due fili dovrebbero essere di norma di colore differente in modo da non confondersi.
  3. Se non abbiamo le stringhe di plastica, possiamo utilizzare anche due lacci da scarpe di colore diverso.
  4. La forma degli scooby doo cambia a seconda del tipo di intreccio e delle preferenze.
Dott.ssa Tiziana Casciaro

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